Stabilizzazione vertebrale

Percudyn

Caratteristiche cliniche/funzionali: Sistema PDS

 

Il PDS è un sistema percutaneo di viti in titanio peduncolari bilaterali per la stabilizzazione sub articolare mediante due componenti: vite con adeguata presa peduncolare e stabilizzatore. Il dispositivo fornisce un supporto alle faccette articolari inferiori della vertebra superiore  consentendo di trattare la componente dolore senza ricorrere alla fusione del distretto interessato e senza alterazione radicale dell’anatomia spinale.

Il sistema PDS può essere impiantato su uno o più livelli per tutto il tratto compreso tra L1 ed S1, grazie ad un fitting che conferisce al sistema una presa peduncolare particolarmente efficace soprattutto nel tratto L5-S1.

Il sistema PDS si pone come opzione terapeutica all’intervento chirurgico di fusione vertebrale, risulta funzionalmente efficace rispetto alle esigenze di gestione delle strutture sanitarie (riduzione tempi operatori, 30 minuti ad impianto bilaterale, riduzione costi medi gestione paziente), coerente rispetto alle esigenze del paziente (decorso post operatorio breve, ripresa attività lavorativa in tempi brevi, miglioramento qualità di vita).

 Il sistema PDS è unico nel suo genere ed è un sistema reversibile che può essere facilmente rimosso qualora se ne verifichi la necessità.

Il sistema PDS dal punto di vista clinico funzionale:

  1. limita i movimenti in estensione della colonna lombare per ogni livello trattato migliorando il dolore in estensione;
  2. riduce la compressione del canale centrale ed aumenta area dei forami laterali.
  3. Può divenire coadiuvante nelle stenosi da tessuti molli del canale centrale e foraminali;
  4. permette di scaricare indirettamente il disco intervertebrale del livello trattato, mantenendo l’altezza del disco6;
  5. previene l’ipertrofia delle faccette impedendone la sublussazione.

 

Indicazioni ortopediche / traumatologiche

  1. Discopatia degenerativa lieve-moderata della spina lombare, con o senza un’ernia contenuta del disco dolore persistente da oltre 3 mesi;
  2. Ernia contenuta del nucleo polposo;
  3. Stenosi spinale lombare centrale e/o del recesso laterale generante claudicazione neurogenica intermittente (di particolare interesse, quando colpisce il livello L5-S1 poiché il sistema PDS ha una presa peduncolare particolarmente efficace);
  4. Dolore lombare indotto da carico assiale;
  5. Sindrome di Baastrup (‘kissing spine’);
  6. Sindrome delle faccette articolari al fine di evitare una possibile lussazione delle faccette articolari.

La tecnica operatoria, in uso in Italia dal 2007, prevede che l’impianto sia effettuato per via percutanea con l’ausilio della fluoroscopia. L’incisione è di circa 1 cm. La durata complessiva per impianto è di 15 minuti circa (30/35 minuti per due viti su unico livello), in anestesia locale.

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