Radiofrequenza per patologia discale

La radiofrequenza intradiscale tramite decompressione discale mirata (TDD) applica energia termica controllata per la coagulazione del collagene contenuto nel disco; si ottiene così una contrazione tissutale che favorisce una riduzione della protrusione. L’obiettivo finale è ridurre il dolore al paziente. Studi su cadaveri indicano che, lavorando ad una temperatura di 65° C, il segmento riscaldante è in grado di raggiungere una distanza pari a 5 mm dal catetere. La validità del metodo è data dalla riproducibilità della contrazione del collagene. La procedura è efficace sia nei pazienti che soffrono per patologia discale (protrusioni discale, ernie discali contenute) che nei casi di pazienti affetti da dolore disco genico cronico lombare che non hanno risposto a terapie non invasive. In quest’ultima evenienza il catetere intradiscale eroga livelli controllati di energia termica durante la Terapia Elettrotermica Intradiscale (IDET).

Schema radiofrequenza intradiscale

fotoInserimento della sonda da radiofrequenza nel sito della protrusione discale (tecnica di decompressione discale mirata)



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