Protrusione ed ernia discale

Protrusione Discale


Consiste nella rottura delle fibre interne all’anulus fibroso e nella successiva migrazione di parte del nucleo discale all’interno di questa fissurazione. Tutto il disco si sposta dalla sua posizione anatomica in maniera regolare e simmetrica, provocando un restringimento del canale ed un appiattimento della faccia anteriore del sacco durale. Le protrusioni sono
classificate in base all’ampiezza della fissurazione dell’anulus; il I grado consiste nella rottura delle fibre più interne e nella protrusione del disco oltre l’apofisi dell’anulus fibroso fino allo spazio epidurale anteriore. In questa condizione il paziente non avverte sintomi. La protrusione discale diventa dolorosa e sintomatica dal III grado, cioè quando il nucleo penetra quasi fino alla parte esterna dell’anulus sporgendo fino al perimetro esterno del corpo vertebrale. Il III grado di protrusione provoca lombalgia e sciatalgia di origine discale. Il dolore lombare ad origine discale riconosce nel caso della protrusione discale una causa meccanica diretta determinata dall’effetto pressorio del nucleo polposo sulle radici nervose emergenti dal midollo. All’esame clinico, nell’75% dei casi il paziente assume una postura antalgica rispetto alla posizione che genera dolore.

Ernia discale

L’ernia discale si caratterizza per una completa fissurazione dell’anulus fibroso, anche nella sua componente più esterna, con conseguente migrazione completa del nucleo polposo oltre i margini anulari.
Le ernie discali si classificano in base alla loro localizzazione:
– centrale, di gran lunga la più frequente;
– posterolaterale;
– foraminale;
– extraforaminale, la più rara;
– sottolegamentosa;
– translegamentosa.
Al dolore legato alla patologia erniaria concorre un meccanismo infiammatorio ed uno mediato dal sistema immunitario. L’ernia provoca una infiammazione che causa a sua volta, una vasodilatazione dei tessuti caratterizzata da rossore e calore ed una alterazione della
permeabilità delle cellule che rivestono i vasi sanguigni, le cellule endoteliali, con rilascio di
sostanze tipiche dello stato infiammatorio. A questa reazione infiammatoria si aggiunge una mediata dal sistema immunitario che riconosce come estraneo il nucleo polposo a contatto con i vasi capillari.